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Quando amore c'è
Provare sentimenti verso gli animali, ma senza rimanere indifferenti davanti alle sofferenze dei fratelli, poiché “chi ama e separa, non ha mai iniziato a farlo”
 
«Il lavoro di un uomo è dall’alba al tramonto. Quello di una madre non finisce mai».

Sarà stato forse per onorare questo vecchio proverbio che – come accaduto qualche giorno fa in una città della California – una cagnolina a spasso in un parco, fiutato l’odore di un gatto nascosto in un’aiuola, dove era stato abbandonato perché paralitico, l’ha sollevato con la bocca e portato in salvo, consentendo che fosse curato dai veterinari allertati dai passanti. E’ stata così sfatata pure una leggenda metropolitana: l’avversione tra cani e gatti. Che lezione per l’essere umano, spesso incapace di stringere in un abbraccio i propri fratelli e sorelle sol perché di pelle di altro colore. «I cani sono predatori e molti di essi considerano prede i gatti», ricordano gli etologi, «ma prima d’essere cacciatore, il cane è un animale sociale».
 
Scorrazzano lieti sui prati di Montebelluna, nel trevigiano, Cloe e Billo: la tenera cagnetta aveva trovato un uovo e se l’era portato appresso, tenendolo sempre al calduccio fino a che non s’era schiuso, lasciando uscire un anatroccolo. Accadeva due anni fa: da allora vivono insieme, felici e contenti. Come nel parco della Maiella Dacia, border collier dolce e coccolona che salva volpi e lupi dai bocconi avvelenati. Come a Parigi la femmina di pastore tedesco che dalle parti della Ville Lumière più d’un turista ha fotografato mentre se ne andava a spasso con il papero saltata fuori dalla Senna: l’uno corre, l’altra gli va dietro. E se s’attarda lui l’attende, per trovare riparo dalla notte. E guai a chi glielo tocca: cuore di mamma sì, ma con artigli sempre ben affilati.
 
Perché l’amore di madre non ha fine né confini. Ma neppure dovrebbe averne quello degli uomini. Invece, «accade che a volte si provi questo sentimento verso gli animali, e si rimanga indifferenti davanti alle sofferenze dei fratelli», ricordava qualche tempo fa Papa Francesco, invitando a tornare anzitutto «al rispetto dei figli verso i genitori, soprattutto anziani» ed a prestare attenzione «a non identificare la pietà con quel pietismo, piuttosto diffuso, che è solo un’emozione superficiale e offende la dignità dell’altro».
 
Vale, insomma, quel che laicamente scrive Susanna Tamaro: «L’amore per l’uomo non esclude quello per gli animali, e viceversa, perché l’amore non è mai fonte di separazione né di giudizio. Chi ama, ama e basta. Chi ama e separa, non ha mai iniziato a farlo».
 
Monsignor Vincenzo Bertolone è arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace e presidente della Conferenza Episcopale Calabra.

Fonte: zenit.org
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