Evento: Primo incontro della provincia Italia - Apostole del Sacro Cuore

Vai ai contenuti

Menu principale:

Eventi
Consiglia la pagina ad un amico!

PRIMO INCONTRO della PROVINCIA ITALIA
Borgonuovo 28 -30 Aprile 2017
VIENI   SPIRITO   SANTO   -   VIENI
    All’Incontro hanno partecipato ventinove A. S. C. provenienti da diverse regioni ed il primo atto è stato quello del riunirsi attorno alla mensa del Signore Risorto con la partecipazione alla celebrazione eucaristica presieduta da don Jermaine, congolese, residente in Italia, a Modena, da nove anni.
 
    Nella cappella del Cenacolo Mariano si è accolti da Maria SS. ma, raffigurata in una grande icona, situata al centro del presbiterio, seduta in trono, circondata dagli Apostoli e con S. Paolo, oranti sotto l’azione dello Spirito. Essendo anche noi Apostole, siamo entrate dentro questa famiglia con tutto l’affetto possibile e ci siamo lasciate guardare da Maria affidando a Lei le nostre speranze con la gioia interiore che ci sorprendeva per l’intensità e la novità delle sorelle ritrovate dopo tanto tempo e tanta lontananza.
 
    Durante l’omelia, con tanta energia, don Jermaine ci ha incoraggiate a ricreare la gioia nuova tra di noi, con tutte le consorelle, con la Chiesa intera. Ha detto che Colui che ogni giorno ricrea il mondo ci vuole portare sul Tabor così come Gesù con i tre discepoli. Noi pensiamo che per loro sia stato solo un privilegio, ma fu una vera necessità perché, mentre Pietro, dopo la sua professione di fede (Mc 8,29), prese Gesù in disparte e si mise a rimproverarlo “ (Mc 8,32), anche Giacomo e Giovanni gli chiesero: “ concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra “ (Mc 10,37). Tutti e tre incorrevano nel pericolo; l’uno per la paura della Croce, gli altri per la volontà di far carriera. Anche noi siamo chiamate a salire per contemplare sul Tabor lo splendore del Volto del Signore, a non avere più paura ed essere salvate.  Distaccate dalle cose di questo mondo possiamo fondare nuovamente la nostra vita sul mistero eucaristico come ci insegna l’Art. 9 delle Costituzioni e possiamo imitare il gesto compiuto da Gesù quando ha lavato la parte più sporca dei suoi discepoli, i loro piedi infangati. Noi siamo chiamate a lavare la parte sporca delle consorelle per aiutare a migliorare la loro vita per amore verso di loro, impegnandoci in prima persona ad amare come Lui ama. In questo modo tutte le croci diventano l’occasione per aiutare Gesù a riscattare, a redimere.
 
    Dopo la celebrazione della Santa Messa ci ha parlato la Presidente della nuova Provincia italiana. La sua voce era pacata, affabile, ma anche ferma e determinata. Ha ringraziato il Signore per il numero delle A. S. C. venute all’Incontro, riconoscendone la fatica del viaggio e lodando la loro volontà che spinge all’unione tra sorelle che si amano e che Gesù ha chiamato per stare con Lui. Un pensiero affettuoso verso quelle che sono rimaste a casa per seri motivi che hanno prevalso, ma non inaridito il cuore perché c’è stata la sofferenza della rinuncia, del non poter riabbracciare le sorelle che da tanto tempo non si erano incontrate. Unite idealmente anche alle sorelle di oltre-oceano, ha chiesto al Signore che si realizzino cieli nuovi e terra nuova e che tutto l’Istituto vibri con un’armonia che da tutte le parti salga fino al cielo.

    Continuando, la Presidente ha chiesto di rispondere con generosità alle necessità operative che emergeranno lungo il cammino futuro. I compiti che verranno affidati a ciascuna richiederanno un atteggiamento di vicinanza reciproca, di accoglienza, di servizio. Da parte sua non solo sperava, ma era certa che dai lavori di gruppo programmati per l’indomani sicuramente sarebbe emersa la dinamica dei bisogni, degli impegni da assumere, l’itinerario da seguire sotto l’azione dello Spirito Santo che parlerà a ciascuna e che, essendo ciò che Lui suggerisce, lo si metterà in pratica, grate della Sua divina Presenza.

    Prima della conclusione sono stati consegnati dalla Vice Presidente Provinciale Maria Luisa Massucco i nominativi delle persone che l’indomani si riuniranno nei tre gruppi di lavoro per rispondere ai seguenti gruppi di domande:
 
1) Qual è la realtà della nostra Provincia italiana secondo la tua esperienza?
2) Tu come sei inserita? Senti la responsabilità di esserti consacrata in un Istituto Secolare al cui sviluppo sei tenuta a dare il tuo contributo? (Cost. 136). Cosa fai e potresti fare per incrementare la vitalità e la comunione?
3) Di fronte alle sfide che la situazione culturale ed ecclesiale rivolge oggi ai consacrati, come pensiamo il cammino dell’Istituto dei prossimi anni, tenendo presente la nostra realtà, nella fedeltà piena alla Parola di Dio, al Magistero della Chiesa, al Carisma del nostro Istituto secolare e alla condizione concreta dell’uomo di oggi? (Tutto questo anche in vista di eventuali proposte per il Congresso).
 
    Il secondo giorno, festa di S. Caterina da Siena, don Jermaine ci ha detto che il nostro carisma fondamentale dell’umiltà ci avvicina a questa santa che, nella sua vita, si è sempre appoggiata alla sua piccolezza e aveva desideri alti quali l’ansia della perfezione e il voler essere santa come il Padre suo che è nei cieli. Era naturalmente portata a recare la pace e la concordia, ovunque, con l’ossessione dell’unità della Chiesa. Chiediamo a lei di fuggire le nostre indecisioni e di essere forti e operose come lei.

    Nella meditazione don Jermaine, con forte intensità e tanta energia, ha ripetuto che ci troviamo ancora sul Tabor per essere salvate e non lo dimentichiamo. Non è più il caso di sentirsi schiave dei tempi passati, le ferite sono rimarginate perché, nel tempo presente, siamo state perdonate dalla Parola di Dio.  Vedremo una nuova creazione il cui principio è il sangue di Gesù, che è la cosa più potente del mondo. Quale è il contenuto della nostra trasfigurazione per cui non siamo più le stesse di prima? E’ il sacrificio eucaristico perché, mangiando il Corpo del Signore e bevendo il suo Sangue abbiamo la vita (Gv 6, 53-55). E’ principio di risurrezione: Lui rimane in noi ed noi in Lui. Nella Comunione con Cristo Gesù diventiamo una cosa sola per l’eternità e, quando nell’apparizione ai discepoli rinchiusi nel Cenacolo dice più volte "pace a voi" dona a noi la pace della risurrezione.
 
    Continuando la meditazione il padre don Jermaine ci ha fatto riflettere sul messaggio del sangue di Gesù in modo nuovo rispetto ai nostri schemi.

·        Al Getsemani il sangue è versato. E’ la prima volta che Gesù chiede aiuto. Il momento era difficile per lui. Nella sua mente la passione era chiara. Il primo messaggio che ci dà è l’obbedienza incondizionata, senza limiti, “sia fatta la tua volontà”. Questa è la vittoria eterna di Gesù e diventa anche la nostra quando ripetiamo queste parole con tutto il cuore.
 
·        Poi il sangue della flagellazione. Schiacciato per le nostre iniquità (Is 5,7), per le sue piaghe noi A. S. C. siamo state guarite dal principio del compiere il male, del lavorare per la discordia, del non operare per l’unità. Ogni Apostola pregherà poi anche in onore delle piaghe nascoste e anche per quella profonda fino all’osso della spalla di Gesù, che si lacerò sotto il peso della Croce. Gesù stesso lo ha rivelato a S. Bernardino come il dolore più acuto che Lui ha sofferto.
 
·        Quando poi hanno intrecciato la corona di spine la calcarono sulla sua testa. Con questa sofferenza Gesù ha trasformato la maledizione dell’A. T., “maledetto il suolo per causa tua! … Spine e cardi produrrà per te” (Genesi 3,17) in benedizione che trasforma. Ognuna di noi nell’albero genealogico ha il segno delle spine che viene redento dalla coronazione di spine sofferta da Gesù, per vivere come figlio della benedizione.
 
·        Dopo averlo inchiodato, al di là di ogni cattiveria, hanno anche trafitto il suo costato (Gv 19,34) da cui sono scaturiti fiumi di sacramenti. Il sangue caduto sulla persona che lo crocifisse operò la redenzione perché riconobbe la divinità di Gesù proclamandola a gran voce. Questo sangue ed acqua è per noi A. S. C.
 
    Dopo essere state trasformate dal sangue di Gesù lo ringraziamo e guardiamo con gratitudine il nostro passato che è stato redento. Il presente ci viene incontro con meraviglia perché stiamo nella catena della beatitudine, che unisce il cielo nuovo con la nuova terra, per cui non soffermiamoci più sul rumore degli alberi che cadono, bensì sulla musica soave degli alberelli che crescono: siamo innamorate di Gesù! Tutta la superficie del nostro cuore sia un tabernacolo dove Gesù vive e il nostro sguardo diventi capace di scrutare il mondo con i suoi occhi.
 
    Poi l’apostolato e l’evangelizzazione. La missione è il nostro compito, Gesù ci dice di andare per contagiare ed essere il lievito nella farina del mondo, attingendo alla radiazione della sua forza che attrae ogni uomo d’oggi come quando era in Palestina.
 
  La domenica, ultimo giorno dell’Incontro Provinciale il nostro cammino si conclude come quello dei viandanti di Emmaus, che tornarono poi a Gerusalemme. E’ il terzo giorno! di rinascita, tornando a casa. Ci allontaniamo anche noi dalla Croce di Gesù o andiamo attraverso di essa verso il cielo? Lungo la strada della nostra vita incontreremo tanti viaggiatori, Gesù si avvicinerà adattandosi alla miseria dell’uomo povero, gli spiegherà il suo mistero interiormente per aiutarlo a capire e permettergli di entrare nel Suo Cuore. L’importante è dirgli “rimani con me” perché la nostra parte migliore è l’aver lasciato tutto per stare con Lui.
 
    Maria SS.ma ci aiuta a vedere l’invisibile e a continuare ad essere innamorate di Lui. E’ la vera Presidente dell’Istituto Secolare A. S. C., a Lei la nostra obbedienza, povertà, castità, Lei ci insegna, da Lei impariamo a vivere il segreto delle sorprese di Dio (Lc 1,31). Maria ha detto sì quando comportava il rischio della lapidazione; lasciamo anche noi che Dio faccia il piano della nostra vita e accettiamo di entrare sotto l’azione dello Spirito anche quando le cose non appaiono nella loro limpidezza. Quando non capiamo il volere di Dio proviamo ad obbedire ciecamente.
 
    Maria, nei nove mesi di gestazione ha atteso adorando, in comunione intensa, soave, incommensurabile con il suo bimbo, che, sicuramente, come Giovanni, ha tremato e sussultato di gioia nel grembo della madre. Quando poi è nato Gesù, Lei vedeva tanti segni, ma è rimasta nell’attesa che a Cana si rivelasse il Tempo di Dio. Noi invece, che siamo consacrate da tanti anni, come ci comportiamo? vogliamo tutto e subito.
 
    Il segreto spirituale della nostra donazione a Dio ci aiuti a lodarlo come sacrificio a Lui gradito (Rm 12,1). Come Gesù si offre sull’altare ogni giorno nell’eucarestia, anche noi offriamo tutto ciò che siamo al Signore, così saremo trasfigurate e si realizzeranno cieli nuovi e terra nuova. Rinunciando al nostro egocentrismo compiamo ogni nostra attività come se la facessimo personalmente a Gesù, godendo della sua reale Presenza, qui e ora, oggi e sempre.

    Il resoconto dei tre lavori di gruppo che si sono svolti al mattino e nel pomeriggio del sabato dopo le meditazioni di don Jermaine e i successivi momenti di preghiera personale, è stato effettuato la domenica mattina. La Presidente ha ricevuto le tre sintesi che qui vengono indicate solo per sommi capi:

·       Tutte le A. S. C. sono contente di appartenere alla nuova Provincia di Italia.
 
·        L’Articolo 136 delle Costituzioni lo hanno analizzato tutte, lo hanno approfondito perché il carisma affidato a tutte fa sì che l’una sia responsabile dell’altra e nella preghiera quotidiana lo si terrà sempre presente ad M.D. G.. Nel primo Consiglio e anche in quelli successivi dobbiamo pensare che è il Signore ad agire attraverso di noi e ciò che faremo sarà opera Sua, sempre con il Suo aiuto.
 
·        Si richiedono Incontri più frequenti; ad esempio Incontri fra Centri più vicini.
 
·     Vivere la preghiera comunitaria, anche se non fisicamente. Stabiliamo giorni, date, orario che ci accomuni anche a distanza chilometrica.
 
·        Le telefonate. Scambiamoci i numeri per telefonare non soltanto nei momenti di bisogno.
 
·      Sia aggiornata l’anagrafe di tutte A. S. C. italiane. Alla segretaria Maria Bellati ogni Centro invierà l’elenco dei nominativi con i dati anagrafici.
 
    Oltre alla dimensione spirituale affidata a don Jermaine c’è stato un momento di preghiera comunitaria che è stata effettuata di sabato alle 20.30 ed è durata mezz’ora. La preghiera era rivolta allo Spirito Santo. Sono stati accesi sette lumini poggiati sull’altare. Dopo una breve riflessione e circa quindici minuti di preghiera personale, ciascuna, sull’acqua contenuta in un catino, ha deposto dei fiori di carta che si sono aperti e sono rimasti in superficie fino al mattino successivo a dar lode al Signore. Nell’aprirsi il fiore mostrava la parola che ciascuna aveva scritto al suo interno e che era risuonata nel suo cuore durante la riflessione personale.
Lucrezia
Compagnia Apostole del Sacro Cuore
20155 Milano (Italy) Via Arnaboldi, 2 - CF: 84002700155
Torna ai contenuti | Torna al menu