Evento: Anno della Vita Consacrata - Apostole del Sacro Cuore

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Eventi

 Anno della Vita ConsacrataAnno della Vita Consacrata 

Convegno Formatori

Dall'8 all'11 aprile si è svolto a Roma, presso l'Ergife Palace Hotel, il Convegno dei formatori e formatrici alla Vita consacrata.

L'evento, che si colloca all'interno dell'Anno della Vita Consacrata, ha visto riuniti circa 1.200 formatori e formatrici provenienti da ogni parte del mondo che si  sono confrontati sui fondamenti dell'identità della Vita consacrata e sulle esigenze formative nel mondo contemporaneo.

Tre Apostole della Lombardia hanno partecipato al convegno e vogliono condividere con tutte alcuni punti delle relazioni.

Oltre alle relazioni, più di 50  sono stati i 'laboratori' in cui si sono confrontate tematiche di grande attualità per la Vita consacrata.

L'evento è stato preceduto da una veglia di preghiera, cui tutti hanno potuto partecipare, martedì 7 aprile alle ore 20.30 nella parrocchia di S. Gregorio VII.
‘Unità’ è stata la parola che più volte è risuonata  in questi giorni.

Nel mettere in comune le esperienze, le problematiche, le provocazioni presenti nei cammini formativi, è risuonato l’invito alla speranza: «Cerchiamo – ha ribadito Sr Nicla - di riconoscere nei cammini quotidiani, inevitabilmente angusti e grigi, tessuti di problemi, Colui in cui abbiamo posto la nostra speranza e che compie la nostra gioia “Dove ci sono i consacrati sempre c’è gioia”, dice il Santo Padre Francesco, ossia ci sono uomini e donne che nella storia riconoscono il Vivente».

Formare persone libere e responsabili: questo il fine della formazione. Formare persone docili, che si lascino formare dagli eventi della vita, che imparino a cercare la volontà di Dio in ogni situazione, in ogni persona che incontrano, nei poveri e nei deboli e da essi si lascino ammaestrare.

Cosa si intende quando si parla di formazione? P. Amedeo Cencini, religioso canossiano, docente presso la Pontificia Università Gregoriana e la Pontificia Università Salesiana in Roma, spiega: «la formazione è azione del Padre che mira a formare in noi i sentimenti e la sensibilità del Figlio». Una formazione che abbia questo obiettivo non può che durare tutta la vita: è l'idea di formazione continua. «La formazione continua non è qualcosa che viene dopo, dopo la formazione vera e propria, quella cosiddetta istituzionale, come se il cammino formativo lungo la vita fosse qualcosa di meno vero ed efficace. Al contrario, la formazione continua è ciò che viene prima, ovvero è la premessa e il fondamento di tutto l’itinerario formativo».

Scopo della formazione iniziale è, quindi, formare la disponibilità a lasciarsi plasmare dalla vita, cioè la disponibilità di “imparare ad imparare”, a lasciarsi mettere in crisi dalla vita stessa, in tutte le sue stagioni.

«Ma occorre preparare a questo - ribadisce P. Cencini - togliere tutte quelle paure, rigidità, sospetti, resistenze con cui siamo soliti difenderci dalla realtà, dagli altri, finendo per non percepire più nella realtà stessa la mediazione dell’azione formativa del Padre».
Un breve tempo di riflessione e di silenzio segue le relazioni, si da’ modo ai partecipanti, divisi in gruppi, di mettere a confronto esperienze e considerazioni e di porre domande ai relatori.

Formarsi, cioè prendere la 'forma' di vita del Vangelo, per essere uomini e donne veramente liberi; maturare la propria identità per poter dialogare con tutte le culture e divenire, nell'oggi dei flussi migratori, segno profetico di accoglienza e di comunione.
Nel pomeriggio, esperienze a confronto: una tavola rotonda moderata da P. Sebastiano Paciolla, O. Cist, Sottosegretario della Congregazione per gli Istituti di Vita consacrata e le Società di vita apostolica, nel corso della quale sei formatori, appartenenti alle diverse forme di Vita consacrata e alle diverse  culture hanno condiviso esperienze di vita, attese, speranze. Tra i temi trattati: ‘l’interculturalità, una sfida per la formazione alla vita religiosa africana’; ‘formazione alla vita consacrata e rapporto con la secolarità’; ‘la formazione alla dimensione contemplativa in ambito monastico e il rapporto evangelizzatore nell’oggi’; infine, un’esperienza di formazione nell’ambito ecumenico, presentata Atanasie Rusnac, Vicario Generale della Diocesi Ortodossa Romena d'Italia.
Cinquantadue i ‘laboratori’ che si sono formati , numerose le tematiche affrontate: ‘i giovani aspiranti alla vita consacrata’, ‘la formazione alla comunicazione nell’era digitale’, ‘i poveri agenti della formazione’, ‘complementarietà e reciprocità femminile-maschile nella Vita consacrata’, ‘il dialogo con le culture e inculturazione nella formazione’... Sui tanti argomenti proposti i formatori si sono confrontati, hanno condiviso esperienze per cercare di interpretare il vissuto formativo, di ricavarne linee di chiarimento, di discernimento e di ispirazione verso il futuro.

L’esperienza ha voluto offrire uno sguardo di osservazione e di interpretazione delle questioni proposte, essere «un punto di incontro e di raccordo riflessivo tra teoria e pratica, tra verifica di sé come formatore e verifica dei risultati di formazione circa il tema».

Sabato 11 aprile alle ore 9.30 abbiamo partecipato alla Celebrazione eucaristica nella Basilica Papale di S. Pietro presieduta dal Cardinale João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica.

Gratitudine e gioia ha espresso anche il Cardinale, sottolineando l’importanza dell’abbandono fiducioso nelle mani di Dio Padre soprattutto nei momenti difficili e delicati. «L’esperienza del Convegno è stata meravigliosa e sorprendente e ci fa capire che dobbiamo camminare insieme: così nascerà tanta vita attorno a noi».

L’incontro con Papa Francesco ha concluso queste giornate ricche di esperienze e di emozioni  con l’incoraggiamento a continuare:
Vi auguro di vivere con gioia e nella gratitudine questo ministero, con la certezza che non c’è niente di più bello nella vita  dell’appartenere per sempre e con tutto il cuore a Dio, e dare la vita al servizio dei fratelli. (Papa Francesco)

Ringraziamo il Signore per questa esperienza profonda, perché ci ha fatto capire la responsabilità e la necessità di formarci e di lasciarsi formare, chi accompagna deve avere  gli stessi sentimenti di Cristo Gesù. E’ Lui che forma, il formatore è solo uno strumento. Non siamo soli, Gesù cammina con noi.
                                                            Imelda   Iole - Mercedes

Compagnia Apostole del Sacro Cuore
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