News :14 settembre - Esaltazione della Santa Croce - Apostole del Sacro Cuore

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Esaltazione della Santa Croce



È proprio vero quanto scrive san Gaspare Bertoni:

"La croce fa della notte oscura una notte d'amore, carica di stelle!" E che dire, ad esempio, delle catene che avvolgevano i piedi dell'apostolo Paolo in prigione?

Potrebbero sembrare un limite invalicabile, un peso, una perdita, ed invece, per chi crede, divengono la culla di una speranza più grande: "Contra spem, in spem credidit!" (Rm 4,18)), ha creduto contro ogni speranza. Cioè, proprio là dove tutto sembra perso, la croce permette di far fiorire la spiga di grano, germogliata dal chicco che muore. Ed ecco allora che anche i limiti oggettivi e le catene ben visibili si fanno verifica dell'agire nelle nostre comunità.

Perché se credi nella croce, anche i momenti difficili si trasformano in "zelo, sincerità, crescente coraggio, senza timore, con buoni sentimenti, tutto per amore" come scrive Paolo ai Filippesi (1,14).

Ma se non sai intravedere la croce, ecco che anche il tuo apostolato non si fa oblazione, ma orgoglio personale, tutto avvelenando, con "l'ipocrisia, la contesa, la rivalità, le intenzioni non pure, aggiungendo dolore al dolore, nello stile di una facile propaganda" (Fil 1,15). La croce è verifica. Discrimina.

E ne hai un esempio sulla croce stessa di Gesù. Attorno a lui, ecco i due ladroni: uno bestemmia, l'altro prega. Eppure, entrambi sono condannati, come Gesù, alla stessa pena. Ma che differenza?! Travolti o trasformati!  È la croce, infatti, che purifica le  relazioni  fraterne.

L’esaltazione della santa Croce ci fa conoscere un aspetto del suo cuore che solo Dio stesso poteva rivelarci: la ferita provocata dal peccato e dall’ingratitudine dell’uomo diventa fonte, non solo di una sovrabbondanza d’amore, ma anche di una nuova creazione nella gloria.

Attraverso la follia della Croce, lo scandalo della sofferenza può diventare sapienza, e la gloria promessa a Gesù può essere condivisa da tutti coloro che desideravano seguirlo. La morte, la malattia, le molteplici ferite che l’uomo riceve nella carne e nel cuore, tutto questo diventa, per la piccola creatura, un’occasione per lasciarsi prendere più intensamente dalla vita stessa di Dio.
 
Con questa festa la Chiesa ci invita a ricevere questa sapienza divina, che Maria ha vissuto pienamente presso la Croce: la sofferenza del mondo, follia e scandalo, diventa, nel sangue di Cristo, grido d’amore e seme di gloria per ciascuno di noi.


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